Gli Artisti

 

Alessio Ballerini

artista multimediale

Alessio Ballerini, artista multimediale, nel 2010 fonda AIPS Archivio Italiano Paesaggi Sonori insieme a Francesco Giannico. Sempre con Giannico, nel 2013, fonda Oak Editions, un’art music label. Ha collaborato e diviso il palco con Alva Noto, Lawrence English, Oval, Retina, Enrico Coniglio, Senking, Erik Skodvin, Giuseppe Cordaro, Francesco Giannico, Pietro Riparbelli. Ha suonato ed ha realizzato progetti nei più importanti festival italiani, gallerie, musei e altri spazi internazionali come Cafè Oto, Sonicueb, C(h)orde, Robot festival, Acusmatiq, Flussi, Node, Maxxi, Pastificio Cerere, Adiacenze, Galleria Civica di Modena, Castello Malaspina, Castel Sant'Elmo.

Idea Progettuale

Rural Sounds è un progetto di sound art improntato allo studio del paesaggio sonoro rurale del territorio marchigiano, scelto per la residenza artistica Bioculture art walks with wine.
Nel mese di settembre 2015 Alessio Ballerini ha registrato suoni e storie durante un percorso a piedi di 250 km in 20 giorni. Il suono di una particolare località, analogamente all’architettura locale e ai costumi può esprimere l’identità di una comunità attraverso la sua tonica, i suoni segnale e le impronte sonore, al punto da rendere quell’insediamento riconoscibile dai suoi paesaggi sonori.
Il progetto è stato sviluppato in 2 fasi:

  1. La registrazione di suoni durante la camminata come ad esempio il canto del Picchio Verde, gli antichi strumenti da tasto, rari esempi di arte organaria, le meccaniche degli strumenti della tradizione agricola, ma anche i racconti e le esperienze dei viticoltori, degli artigiani e degli abitanti testimoni della storia locale;
  2. La creazione di composizioni musicali (soundscape compositions) partendo dai suoni registrati.
    Il risultato è una trasformazione immaginifica del paesaggio e degli elementi sonori che più fortemente esprimono l’identità delle comunità attraversate. Questo mutamento proietta l’ascoltatore in mondi paralleli, trascendendo il reale che esperiamo nella quotidianità.

Fabrizio-Simona

Fabrizio Carotti / Simona Sala

videoartista / performer

Fabrizio Carotti, nato a Jesi nel 1980, si laurea in Filosofia indirizzo Estetico all’università di Bologna. Dopo un’accurata ricerca sulle possibilità espressive dei mezzi tecnologici, dal 2008 opera nel campo della pittura digitale. Fondatore di Wishot, associazione per la diffusione della fotografia contemporanea; dal 2010 si occupa di linguaggi video-fotografici.

Simona Sala è co-fondatrice di Sineglossa. Ha introdotto l’Art du Dplacement al suo training attoriale, in collaborazione con Laurent Piemontesi, fondatore di Yamakasi. Dal 2011 è attrice stabile del Teatr Zar al Grotowski Institute di Wroclaw (Polonia), col quale ha anche co-creato la drammaturgia delle azioni fisiche nell’ultima performance Armine, Sister. Al momento è impegnata in una ricerca connessa alle dinamiche tempo-ritmo, all’accumulazione dell’energia del performer e alle sue potenzialità drammaturgiche.

Idea Progettuale

Ritratti con incursione

Agli abitanti delle comunità attraversate si chiede di mettersi in posa per un ritratto. Fabrizio, dietro alla camera, invece di scattare una foto avvia una registrazione video, consegnando agli occhi dello spettatore figure che lentamente dismettono una posa e si fanno più naturali. In questo lasso temporale in cui le convenzioni si smontano ci è concesso di vederli cos per come sono, osservare le loro reazioni spontanee, che svelano tratti caratteriali distintivi.
Nel momento in cui si allontana l’idea di ‘essere in posa’ si fa strada nella composizione una figura estranea: l’incursore. Simona entra a modificare gli equilibri, come sempre accade quando arriva un viandante in un paese, creando con chi viene ripreso un dialogo più o meno riuscito, non molto diversamente da quel che accade a ciascuno di noi quando è in viaggio ed entra in contatto con gli abitanti. Ci troviamo, dunque, di fronte a una formalizzazione estetica di semplici, seppur sorprendenti, dinamiche umane, scaturite dall’esplorazione del territorio marchigiano.

Giacomo

GIACOMO GIOVANNETTI

Visual Artist

Ex Allievo del maestro Concetto Pozzati, poi diplomato presso la scuola Aspic di Roma in Arte-terapie e counseling espressivo, Giacomo Giovannetti da sempre intreccia l’attività didattica a quella grafico espressiva. Vive la sua esperienza artistica con una visone includente e interculturale che ripropone nelle sue grafiche e nei suoi laboratori didattici, cercando di introdurre anche i più piccoli in una poetica di decostruzione della realtà e del linguaggio, nutrendosi sempre di alterità e lontananze, pur cercando di mantenere una genuinità profondamente locale. Ama i viaggi, la musica etnica influenzata dal rap, i simboli e le forme delle culture più lontane, dalle quali attinge per colorare la sua vita, cercando di rinnovare sempre la semantica del proprio quotidiano. Dal 2011 porta avanti il progetto Upupa&Colibri soluzioni creative.

Idea Progettuale

Le Marche, altrove

Giacomo cattura, durante la camminata, tradizioni e paesaggi delle Marche e li mette in dialogo con elementi esotici per creare una prospettiva nuova e meticcia.
La Sibilla, lo zafferano, le storie di guerra sono solo esempi di come, a partire dal reale, Giacomo abbia scavato e messo in connessione il territorio con tantissime altre culture, restituendo a volte con ironia, altre con tenerezza, un fascino alchemico a queste terre e allo stesso tempo generando delle chiavi di lettura affascinanti, per calarsi con un nuovo spirito nella degustazione dei nostri panorami.
Le polaroid, gli scatti low-fi, le pellicole della vecchia Diana sono state spesso la base visiva del suo lavoro grafico, a testimoniare uno sguardo inusuale, parziale e intimo: aggettivi che possono adattarsi bene anche alle "costruzioni visive" generate in sovraimpressione sulle foto.
Le opere sono sempre accompagnate da frasi che fungono da porte di accesso all’immagine e sono testimonianza di una creatività che nasce dagli input quotidiani. Suggeriscono la possibilità che chiunque possa ed abbia il diritto di "vivere" il territorio leggendo "tra le righe" e sotto il suolo della sua storia, attribuendo significati e creando connessioni tra il meraviglioso corpus di eventi quotidiani, al di là del concetto di "memorabile".

Jessica Doe

Rachel Rose Reid

storyteller

Rachel è una scrittrice, storyteller e performer. Nasce a Londra in un incrocio tra le molteplici tradizioni migranti, la musica folk e la giungla urbana, da cui proviene chiaramente il suo stile. Rachel ha creato e presentato le sue storie e poesie per (tra gli altri) BBC Radio 3, Billy Bragg, il Southbank Centre, la Royal Shakespeare Company, la London Symphony Orchestra e il Charles Dickens Museum, in cui è stata Scrittrice in Residenza per il Dickens Bicentenary. Ha recitato i suoi lavori in teatri e festival internazionali, tra cui Nuyorican Poets Cafe (USA); Alden Biesen (Belgium); Words Festival (Denmark), ACT Theatre, Canberra (Australia); Fortellerfestivalen (Norway); Contos de Liberdade (Portugal), Shakespeare & Co (France), e al Brighton and Edinburgh Arts Festivals nel Regno Unito. Rachel, inoltre, crea rituali partecipativi, reintroducendo azioni significative nelle abitudini di cittadini con diversi background.

Idea Progettuale

Fairy Tales for Wanderers è una collezione di audioracconti brevi cuciti insieme in un patchwork che ricorda il volto del territorio marchigiano. Attingendo alla narrativa tradizionale e scrivendo opere originali, utilizzando poesia e prosa, leggende e realtà, Rachel spera che questi racconti siano utili sia alle persone che ha incontrato sia a quelle di cui parla.
“Questa zona è un’eccezionale portatrice di memoria: la rivoluzione industriale ha infranto la trasmissione dei miti in Inghilterra; qui, si possono ancora trovare storie e superstizioni tramandate da centinaia d'anni. O forse più. La divinità picena Cupra si nasconde dietro al nome di una città del luogo, mentre le Sibille ben note nella storia e nella mitologia classica ancora vivono sui monti Sibillini, cos come nella tradizione orale derivante dagli scritti dell'Antica Roma.
Mentre cammini, sei spinto a ricordare che molte persone in passato non avevano altra scelta se non fare il loro cammino a piedi. In che modo questo ha influenzato e ispirato le loro storie? E le nostre?”.
Attraversando la mappa, Rachel ha sviluppato una cronaca del suo viaggio, dove il fantastico e il prosaico si incontrano e si fondono. Quando le generazioni si succedono, le persone fanno in fretta a lamentarsi della perdita dei bei vecchi tempi, ma, forse, la magia e le rivelazioni potranno essere riscoperte quando nuovi viaggiatori incontreranno queste storie.

“Capacità incredibile e sicurezza mozzafiato non ci sono imperfezioni nel controllo che la Reid ha del suo lavoro.” (The Times)

“Regina della New Wave degli storyteller.” (BBC Radio 3)

“Gli ultimi hanno hanno visto una rinascita della parola. Rachel Rose Reid è una delle pioniere di questa rinascita una lezione sulla forza di una buona storia raccontata in modo creativoimpressionante.”
(The Canberra Times)

Federico

Federico Bomba

Progettazione e coordinamento artistico

Laureato in filosofia si trova a scegliere tra un Master in Architettura del Paesaggio e uno sulle Performing Arts. Frequenta il secondo, ma continua a credere che esista un legame profondo tra pensiero filosofico, sguardo urbanistico e drammaturgie. Dal 2006 con Sineglossa, di cui è regista e direttore artistico, realizza performance, si occupa della formazione interdisciplinare di giovani creativi e della direzione strategica di progetti culturali. I suoi spettacoli sono stati co-prodotti, tra gli altri, dal Grotowski Institute, Romaeuropa, Amat ed ETI e sono stati presentati in festival nazionali ed internazionali, tra cui il Queer NY Festival (USA), BeFestival (UK), Cos (S), Theatre as a place of truth (PL), Waves (DK), Reminescences (PL), Fast (I), Civitanova Danza (I). Ha collaborato con Palazzo della Penna di Perugia e Fondazione Volume di Roma. Al momento è co-responsabile del progetto Jes! Cerco lavoro. Lo immagino. Lo trovo.